tieni stretto il donatore

IL CICLO DI VITA DEL DONATORE

Come puoi fare a tenerti stretto il tuo donatore?

Il ciclo di vita del donatore rappresenta il flusso di relazioni con un sostenitore della tua organizzazione. Un donatore fedele sostiene e contribuisce costantemente e per un lungo periodo di tempo, al raggiungimento della mission della tua organizzazione.

La gestione del ciclo di vita dei donatori può aiutarti a pianificare la tua strategia di fundraising e misurarne l'efficacia. Gestire in modo efficace le aspettative dei donatori, in ogni fase del processo di donazione, ti aiuta a ispirare lealtà e infondere fiducia.

Per farlo è necessario mappare l'esperienza del donatore e collegare ad ogni passo la strategia di raccolta fondi appropriata.

OBIETTIVI

Lo scopo principale di questo strumento è prendere consapevolezza della correlazione tra il valore del donatore e l'impegno, e fare in modo che entrambi crescano.

L'obiettivo di definire il ciclo di vita del tuo donatore è di realizzare il giusto mix di azioni nelle diverse fasi del ciclo per consentire un flusso di entrate costante e consistente. Concentrarsi solo sui Grandi Donatori, non è una buona strategia in quando non va a considerare né i donatori occasionali, né coloro che ci hanno sostenuto con donazioni ricorrenti.

Un’organizzazione non profit deve concentrarsi sulla "visione lunga", sostenendo una relazione nel tempo in modo da alimentare un flusso costante di donatori fedeli.

VANTAGGI

  1. Aiuta le organizzazioni a decidere dove investire
  2. Aiuta a creare una strategia per fidelizzare i donatori
  3. Aiuta a determinare e ottimizzare il processo di comunicazione con i nuovi donatori

5 FASI DEL CICLO DI VITA DEL DONATORE

FASE 1: INCONTRO

In questa fase, le domande che un’organizzazioni non profit deve porsi sono:

  • Chi dovremmo scegliere come target e cosa chiederemo?
  • Di cosa hanno bisogno e cosa cercano i potenziali donatori?

Durante questa fase, è essenziale che la tua organizzazione scelga come target i giusti prospect, ne stabilisca le giuste aspettative e ne misuri la qualità delle impressioni e delle percezioni. Il processo di acquisizione e la conversione dei prospect in lead, sia che siano utilizzati per creare una mailing list o per qualificare un importante portafoglio di donatori, potrebbero essere le fasi più intensive del processo in termini di tempo e investimenti.

FASE 2 – RELAZIONE

Questa è la fase in cui l’organizzazione non profit inizia a costruire relazioni, con l’obiettivo di coinvolgere il lead per convertirlo in donatore. Il tempo è qualcosa che dovrebbe essere seriamente considerato in questa fase del ciclo di vita del donatore. Quanto tempo ci vuole affinché un lead si trasformi in donatore?

Questo tempo deve essere misurato in modo da poter ottimizzare le strategie al fine di abbreviare il periodo di tempo che intercorre tra l’incontro con un prospect e la sua prima donazione, andando a migliorare la relazione con il potenziale donatore.

FASE 3: DONAZIONE

L’organizzazione non dovrebbe mai smettere l’attività di raccolta contatti, attraverso form sul sito, sui social network, registrazione agli eventi…

Segmentare contatti e donatori ti aiuterà a costruire un rapporto di fiducia con i potenziali donatori, mostrando loro informazioni specifiche relative all’importanza della donazione. Non stai comunicando l'impatto del loro sostegno, ma l'impatto che potrebbe avere.

Prestare attenzione al ciclo di vita dei donatori consente alla vostra organizzazione non solo di fare chiarezza sul tipo di rapporto con il donatore, come si è sviluppato e a che punto è, ma anche di costruire le basi per fidelizzarlo o riconquistarlo.

  • Nuovi donatori: donatori che hanno fatto la prima donazione all'organizzazione
  • Donatori fidelizzati: donatori che sono disponibili a rinnovare la donazione l’anno successivo.
  • Donatori evangelizzati: donatori che ti hanno sostenuto per due o più anni consecutivi e sono disponibili a rinnovare il loro impegno
  • Donatori persi: donatori che non ti sostengono da più di un anno
  • Donatori abbandonati: donatori che non ti sostengono da tre o più anni

FASE 4 - FIDELIZZAZIONE

Proprio come l’incontro con il prospect e la relazione con il donatore, devono attivarsi in considerazione delle specifiche caratteristiche e motivazioni, così deve succedere anche nel processo di gestione e mantenimento della relazione.

Occorre creare un percorso specifico per i nuovi donatori, i donatori attuali e i donatori fedeli, quindi misurarne il ritorno: la donazione media, il ricavo per donatore e la frequenza all'interno di ciascun sottogruppo.

La fidelizzazione è influenzata da tutte le azioni messe in atto nella fase dell’incontro. E viceversa. Pertanto se si scopre la strategia giusta e cosa sta funzionando nel processo di fidelizzazione, è possibile implementare questi successi per migliorare la fase di incontro.

FASE 5 – EVANGELIZZAZIONE

La tua organizzazione deve concentrarsi sia sul fornire valore attraverso la propria mission, sia sulla capacità di restituire valore ai sostenitori. Questo si realizza quando il donatore comincerà a coinvolgersi e impegnarsi in prima persona in modo proattivo.

Come fare? Bisogna cercare di alimentare il rapporto con i donatori costruendo connessioni emotive; nutrire, innanzitutto, le motivazioni che hanno coinvolto il nostro sostenitore.

Noi non stiamo vendendo appena prodotti o servizi ai nostri donatori e volontari, ma stiamo vendendo un senso di appartenenza alla nostra mission; Il senso di fare qualcosa di buono e di valido; la soddisfazione di un bisogno: quello di sentirsi utili. È nostro compito, non solo chiedere, ma anche restituire attraverso il coinvolgimento e l’identificazione.

Abbiamo bisogno di presentare opportunità di impegno adeguate ai nostri sostenitori in base ai loro interessi e impegni.

  1. Stai pianificando la tua strategia di raccolta fondi in modo da poter anticipare e misurare i progressi verso ogni fase del ciclo di vita del donatore?
  2. Stai misurando l'efficacia della raccolta fondi dal ciclo di vita del donatore?

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